Oh Chêrp, da paès dvintee sitee, ogn’ân te dveint più grand e più bèel. Si t’ìssèn lasee al porti e la mùra, più bèla ed tè a-n’gh-srèvv nisùna. Luciana Tosi
Dialetto a rischio estinzione!!
Aiutiamoci a non dimenticare, facciamo insieme un archivio di parole, filastrocche e modi di dire in dialètt carbsân.
Oramai siamo rimasti in pochi a parlare il dialetto carpigiano. Le persone si muovono, i popoli si mescolano e le culture si innestano tra loro. Tutto molto bello. Allo stesso tempo sarebbe altrettanto bello, però, riuscire a conservare qualcosa di nostro, un piccolo seme delle radici carpigiane. Qualcosa di tangibile da poter usare ogni volte che si vuole; qualcosa da poter (perché no?) donare alle nuove generazioni. Il dialetto è sicuramente quel "qualcosa". Tutto questo vale per tutti i dialetti, di ogni regione e di ogni città. Noi di Carpi abbiamo l'occasione di pubblicare (nel senso di redigere e rendere pubblico tramite questo sito) una sorta di piccola enciclopedia, magari senza troppe pretese, del dialetto carpigiano. Se qualcuno di voi ha voglia di partecipare alla realizzazione di questo piccolo/grande progetto carpigiano, con qualunque tipo di segnalazione (ovviamente in dialetto), può scrivere cliccando sulla voce "Mail" nel menu a sinistra o cliccare su "qui"a fondo pagina. E' possibile segnalare una parola da inserire nella sezione "Vocabolario", un modo di dire o una filastrocca da inserire nella sezione "Modi di dire e filastrocche". Ad ogni segnalazione pubblicata, con relativa traduzione e spiegazione, verrà indicato anche il nome dell'autore (sempre se lo desidera).
Ogni suggerimento e segnalazione saranno accolti con immenso piacere.
I stêven poch luntân da la mê cà, Fôsa Nôva, al stradlêin, subètt dè’dlà. Al dè dla Bibiâna, con frèdd e fumâna, du òm i caveven di ôlem in campagna. Tutt’un trât na vôs ”ACKTUNGH KAMIR! Spavintèe, i guêrden seinsa capîr. A gh’era duu tedèsck pròunt a sparêr, con i famigliêr costrètt a guardêr. La mêder la slûnga al soo giacòun, i tedèsk: NEIN!… l’è l’esecusiòun. Pochi s’ciuptêdi cal-parîven canunêdi. In s’tà giurnêda grîsa e slêda, la mêder sui côrp… straziêda. Tùtt seinsa motiv nè nà ragiòun. Più in là, sti asasêin sul stradòun, ancòr arsii d’violêinza, incòuntren duu fradèe,che, in liceinša, i-andeven a pèe dal barbêr, co-l’sôl tôrt d’èssèr per strêda, la sòo vìta la vin fermêda. Prìma i ân torturèe, in mêz al gambi i gh-ân sparèe, per fêrj sighêr, per fêrj patîr. Sô pêder, da cà, ch-l’iva sintij l’è cûrs subètt là. In spala, stês al-gl’i-à purtèe a cà . Quèsta l’è storia vera e sol un pcòun, di s’sânta masèe a Buderiòun.
Non dobbiamo dimenticare Testimonianza di Velia
Abitavan poco lontano da casa mia, / vicino a Fossa Nuova, / al di là dello stradello. / Il giorno della Bibiana, con freddo e nebbia, / due uomini cavavan olmi, in campagna. / Ad un tratto una voce:”ACKTUNGH KAMIR!” / Spaventati, guardano senza capire. / Eran due tedeschi armati, / pronti a sparare, / mentre i familiari / eran costretti a guardare. / La madre / allunga il suo giaccone, / i tedeschi: NEIN…è l’esecuzione. / Pochi spari, parevan cannonate. / In quella giornata grigia e gelata, / la madre sui corpi…straziata. / Il tutto senza motivo né ragione. / Più in là, gli assassini, sulla strada, / ancora avidi di violenza, / incontran due fratelli, / che, in licenza, / andavan dal barbiere, / disarmati…e a piedi, / per il sol torto d’esser per strada / la lor vita vien falciata. / Li han torturati, / tra le gambe han sparato / per farli gridare, per farli patire. / Il padre, da casa, ha udito / e subito è accorso. Sulle spalle, stesi, / a casa li ha portati./ Questa è storia vera / e solo un pezzetto, / un pezzetto di storia / dei sessanta trucidati / a Budrione.
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