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Dialetto a rischio estinzione!!

Aiutiamoci a non dimenticare, facciamo insieme un archivio di parole, filastrocche e modi di dire in dialètt carbsân.

Oramai siamo rimasti in pochi a parlare il dialetto carpigiano.
Le persone si muovono, i popoli si mescolano e le culture si innestano tra loro. Tutto molto bello.
Allo stesso tempo sarebbe altrettanto bello, però, riuscire a conservare qualcosa di nostro, un piccolo seme delle radici carpigiane. Qualcosa di tangibile da poter usare ogni volte che si vuole; qualcosa da poter (perché no?) donare alle nuove generazioni.
Il dialetto è sicuramente quel "qualcosa".
Tutto questo vale per tutti i dialetti, di ogni regione e di ogni città.
Noi di Carpi abbiamo l'occasione di pubblicare (nel senso di redigere e rendere pubblico tramite questo sito) una sorta di piccola enciclopedia, magari senza troppe pretese, del dialetto carpigiano.
Se qualcuno di voi ha voglia di partecipare alla realizzazione di questo piccolo/grande progetto carpigiano, con qualunque tipo di segnalazione (ovviamente in dialetto), può scrivere cliccando sulla voce "Mail" nel menu a sinistra o cliccare su "qui"a fondo pagina.
E' possibile segnalare una parola da inserire nella sezione "Vocabolario", un modo di dire o una filastrocca da inserire nella sezione "Modi di dire e filastrocche". Ad ogni segnalazione pubblicata, con relativa traduzione e spiegazione, verrà indicato anche il nome dell'autore (sempre se lo desidera).

Ogni suggerimento e segnalazione saranno accolti con immenso piacere.

Per collaborare clicca "qui"

I 500 anni della piazza di Carpi

Le origini della piazza

Il 12 febbraio 1512 una bolla di papa Giulio II autorizza Alberto Pio a demolire l’antica pieve della Sagra per edificare la nuova Collegiata per realizzare un nuovo spazio pubblico di rappresentanza.
L'idea si era già manifestata nel 1503, con la richiesta di costruire un nuovo tempio “in capite platee Burgi Zoiosi”, primo passo verso la realizzazione di una nuova piazza di fronte al palazzo del principe.